«

»

NBA Salary Cap for dummies (part 1)

…e soprattutto by a Dummy.

Prima parte per introdurre le basi, ne seguiranno altre 164 circa di descrizione dei singoli aspetti, via via sempre più approfondite e dettagliate.

Perché non crederete mica che sia stato così fulminato da leggere, capire e imparare tutto l’insieme di concetti e cavilli che sto per spiegarvi, vero?!?

Il trucco è semplice, bigino delle FAQ (che, è bene specificarlo, sta per “Frequently Asked Questions”, non “Fazzing All Questions”) di Larry Coon sempre a portata di mano e via, basta sbirciare nel momento del bisogno.


Doverosa premessa a parte, perché dovreste leggere ‘sta roba?
Ma perché oltre che tutti allenatori, siamo tutti General Managers.
I vari fantabasket impegnano porzioni rilevanti delle nostre giornate e conoscere a fondo i meccanismi aiuta a vinc…
No, un attimo. Questo è il motivo per cui, da bravo Cartesiano (mai fatto il “DISC”? Ecco, sono irrecuperabile), io ho iniziato.
E non ho vinto una mazza.
Ore ed ore buttate via.
Ok, fa nulla, andiamo oltre.
 

Innanzitutto, il Salary Cap è (traduzione) il tetto salariale.
Non è una coppa.
In quanto tetto salariale, da la possibilità alle squadre di muoversi liberamente nella compravendita di giocatori finché ne stanno al di sotto.
In quanto Soft (morbido, flessibile, a differenza ad esempio di quello NFL, che è un Hard Cap, invalicabile senza se e senza ma) da la possibilità di stare anche al di sopra, ma con limitazioni alle mosse di mercato effettuabili.
È il medesimo per tutte e 30 le franchigie e varia ogni anno in funzione degli introiti complessivi della Lega.
Per la stagione 2013/14 si prevede venga fissato a circa 58,5 milioni di dollari (ultima stima, in attesa del dato ufficiale).

Ciò significa che per essere “sotto al cap” la somma degli stipendi dei giocatori sotto contratto (anche se in realtà quelli che noi vediamo non sono i reali stipendi, ma quella è un’altra storia) deve evidentemente essere inferiore a questo limite.

Tutto ciò che regolamenta i rapporti tra giocatori e squadre e gli strumenti a disposizione delle squadre per ingaggiare e scambiarsi i giocatori, e quindi anche il Salary Cap, è contenuto nel CBA (Collective Bargaining Agreement), cioè quel papiro per la stesura del quale le parti in causa hanno litigato per 5 mesi in occasione del lockout del 2011.

Sì, per contratto devo menzionare la parola “lockout” almeno una volta ogni 2000 battute. Siamo già a 2300. Mi dovevo rimettere in pari.

 

Ok, molto bello, ma… come funziona?

La struttura di base è semplice, a complicare tremendamente il tutto sono le eccezioni, cioè ciò che eccede la regola, che qui saranno solo menzionate e verranno invece analizzate a fondo nelle parti successive.

Schematizzando, vi sono 4 soglie:

Salary Floor, fissato da questa stagione al 90% del Cap e quindi, dovessero essere rispettate le stime, a 52,65M.

Questo è il limite minimo, ogni singola franchigia è obbligata a spendere questa cifra in ingaggi dei giocatori. Se il Floor non viene raggiunto, a fine stagione bisogna comunque ridistribuire il disavanzo tra i giocatori a roster.
Quindi tanto vale star sopra.

Salary Cap, che come già visto è il limite di riferimento principale. Al di sotto libertà di azione pressoché totale, al di sopra limitazioni.

Luxury Tax Line, che si prevede verrà fissata a 71,6 milioni. A propria volta ulteriormente scaglionata in livelli successivi, se superata prevede che si paghi appunto una tassa di lusso, proporzionale allo sforamento.

Apron, fissato 4 milioni di dollari oltre il limite della Luxury Tax, quindi 75,6M. È il limite oltre il quale subentrano le limitazioni più pesanti alle mosse di mercato.

Il Salary Floor è soglia economica, che condiziona il bilancio delle singole franchigie, e ne parleremo (molto) più avanti.

Il Cap, la Tax Line e l’Apron invece riguardano (anche) l’ambito sportivo, della competitività, e sono i più interessanti in sede di approccio all’argomento.

 

Partiamo dal “mercato“, che in piena free agency è tema di stretta attualità.

Le modalità che ogni squadra ha di acquisire un nuovo giocatore sono, abbastanza evidentemente, due:

– la firma appunto di un free agent, cioè di un giocatore in quel momento senza contratto

– la trade, ovvero uno scambio che coinvolga due o più squadre.

 

Non resta che capire come le soglie di cui sopra condizionino la compravendita di giocatori.

 

FREE AGENCY

Non importa quanto si libera tramite cessioni o scadenze di contratto, importa solo ed esclusivamente quanto si ha.
Guardate il monte salari della squadra di cui volete valutare la posizione:

se è inferiore al cap, si può offrire tutto lo spazio libero ad uno o più giocatori, fino al raggiungimento del limite.

Una squadra che ha già sotto contratto giocatori per 45 milioni di dollari ha 13,5 milioni da poter spendere. Non un centesimo in più.
Una volta raggiunto il cap si ha a disposizione la Room Mid-Level Exception, chiamata così appunto perché destinata a chi ha utilizzato lo spazio salariale (“cap room”). Per la stagione 2013/14 pari a 2,652 milioni di dollari.
E poi stop, via free agency solo giocatori al minimo salariale.

se è superiore al cap, ma inferiore alla soglia della Luxury Tax (più o meno, ma per il momento tenetela così) sono disponibili due eccezioni, la Non-TaxPayer Mid-Level Exception e la Bi-Annual Exception.

Eh?!? Niente, la prima è la normale MLE, destinata a chi non paga la Luxury Tax. Per la stagione 2013/14 pari a 5,15 milioni di dollari, non un centesimo di più. Può essere destinata ad un solo giocatore o suddivisa su due o più giocatori (ad esempio, 3M a uno e 2,15 ad un altro).
La seconda, spesso abbreviata come BAE, è disponibile ad anni alterni, cioè non può essere utilizzata per due stagioni consecutive.
Per la stagione appena iniziata, 2,016 milioni; è lo strumento attraverso cui i Washington Wizards firmeranno Eric Maynor.
Una volta esaurite queste eccezioni, solo giocatori al minimo salariale.

se è superiore alla Tax Line si ha a disposizione la sola TaxPayer Mid-Level Exception, o “mini-MLE“. 3,183 milioni, poi solo giocatori al minimo salariale. È il modo in cui i Bulls hanno appena trovato l’accordo con Mike Dunleavy JR.

 

Detto ciò… I Larry Bird Rights.

Quando un contratto arriva a scadenza, la squadra presso cui il giocatore in questione militava detiene il diritto di rinnovarlo anche andando il cap.
Si chiamano così perché uno dei primi utilizzi riguardò proprio i Celtics e Larry Legend.
Come funzionano, non lo vedremo oggi.
Sappiate solo che, anche se con limitazioni contrattuali anche parecchio restrittive a seconda degli anni di permanenza nella squadra, è SEMPRE possibile rinnovare un giocatore che come detto è arrivato a scadenza.

 

Oh, scusate. Lockout.

 

TRADES

Qui invece sì, importa quanto si cede.
Le soglie di cui sopra entrano comunque in gioco, ma solo per stabilire le proporzioni tra salario entrante e uscente.
E bisogna valutare la situazione successiva al potenziale scambio, non quella precedente.
Quindi se la squadra in questione si trova 1M sotto la Tax Line, ma nello scambio assorbe 1,1M più di quanti ne cede, si applicano le regole previste per gli scambi oltre la soglia della tassa.

Di nuovo, tenendo presente quanto sopra guardate il monte salari post trade della squadra di cui volete valutare la posizione:

se è inferiore al cap + 100k dollari (58,6M), la squadra può scegliere a proprio vantaggio se non considerare alcuna regola o se utilizzare le limitazioni riservate alla categoria successiva (v. sotto)

se è superiore al cap, ma inferiore alla Luxury Tax Line… Dipende.
Con salario uscente totale tra 0 e 9,8M, può entrare al massimo il 150% dell’uscente, + 100k. (Es: se cedo 5M, posso prenderne 7,6)
Con salario uscente totale tra 9,8M e 19,6M, possono entrare 5M più di quanti ne escono.
Con salario uscente totale superiore a 19,6M, può entrare al massimo il 125% dell’uscente, +100k.

se è superiore alla Tax Line, con salario uscente totale superiore a 19,6M, può entrare al massimo il 125% dell’uscente, +100k.

In caso di scambio a tre o più squadre è evidentemente necessario che ognuna delle partecipanti alla trade rispetti, in base alla propria situazione salariale, le suddette regole.

E poi…

 

SIGN AND TRADES

Ma come, i modi non erano due?
Sì, ma c’è anche l’ibrido.
Se una squadra non ha spazio salariale sufficiente per firmare un free agent o vuole offrirgli un contratto maggiore di quanto possibile, se un giocatore vuole fare un “favore” alla squadra di provenienza, se la squadra di provenienza vuole approfittare della dinamica creatasi, se… etc., si può ricorrere a questo strumento.
La squadra di provenienza utilizza i Bird Rights per rinnovare il free agent e contestualmente lo cede ad una nuova squadra, con cui il giocatore ha trovato l’accordo per un nuovo contratto.

Serve ovviamente il consenso di tutte e tre le parti, due squadre e giocatore, nessuno può “fregare” nessuno.
E altrettanto ovviamente serve che la trade sia regolare secondo i criteri espressi poco sopra.
Limitazione: la squadra che riceve il giocatore oggetto della s&t non può, al termine dell’operazione, trovarsi oltre l’Apron

 

Tutto chiaro?

Per oggi ci si ferma qui, così da consentire di metabolizzare.

Per domande, utilizzate lo spazio commenti sottostante o i soliti canali, quindi mail, Facebook e Twitter del programma… O anche quelli personali.

Purtroppo dal prossimo pezzo diventa tutto più tecnico e complicato.

 

Intanto rispondo a una domanda che arriverà di certo:

– Fazz, ma dove diavolo lo posso vedere il monte salari?

QUI o QUI.

Alla prossima.

 

Lockout.

LINK

Seconda parte
Terza parte
Quarta parte
Quinta parte
Sesta parte

Edit 2014/15


Fatal error: Uncaught Exception: 12: REST API is deprecated for versions v2.1 and higher (12) thrown in /home/balldont/public_html/wp-content/plugins/seo-facebook-comments/facebook/base_facebook.php on line 1273