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Draft Lottery: facciamo chiarezza (parte 1)

 

Poiché siamo a pochi giorni dall’unica speranza di non buttare completamente nel cesso la stagione per alcune franchigie evento che significa riscatto per le squadre peggiori di questa stagione è bene fare chiarezza su come questo processo funzioni e sul cosa dovremmo aspettarci dalla Draft Lottery del 21 Maggio prossimo.

 

Che cos’è la Draft Lottery?

La lottery è un evento annuale della NBA che serve a determinare l’ordine delle prime 14 scelte al draft dello stesso anno.
Al draft, come é noto, vengono acquisiti i diritti sui giocatori collegiali e gli eleggibili, quindi anche gli internationals.

Una lottery pick quindi non è altro che una scelta effettuata nelle prime 14, ovvero tra le squadre che non hanno fatto i playoff.

Con il sistema attuale vengono determinate, via lottery, solo le prime 3 posizioni nel draft mentre le altre 57 (compreso il secondo turno) sono assegnate tramite record inverso. La squadra che ha vinto di più in regular season prende la scelta più bassa e così via.

Un po’ di storia (no, non potete saltare questo paragrafo!)

Dal mesozoico al 1966

Agli albori della NBA, quando cioé Fazzettino non era ancora in carica e nonno Showme era uno sbarbato 25enne, la lega stava cercando di guadagnare popolarità a livello locale cercando di superare quella del college basketball.

E questo che cavolo c’entra col draft? Eh, purtroppo c’entra.

Al tempo non esisteva la lotteria per determinare le scelte, si andava solo a record inverso. Avevi fatto schifo durante l’anno? Ottimo! Ecco per te la prima scelta assoluta. Avevi fatto un po’ meno schifo? Eccoti la seconda. E così via…

Tutto però poteva andare a donne di costumi non troppo complicati grazie alla territorial pick (dan dan daaaaaaaan!)

Questa permetteva ad ogni squadra di selezionare, ancor prima del draft, un giocatore che fosse originario entro 50 miglia dalla località della franchigia.
In questo modo la NBA sperava di accrescere la propria fama avvicinando le persone agli idoli locali (yawn), quindi chi stava a New York poteva attingere da un bacino di talenti di un bazilione di persone mentre i Mantova Braves dovevano accontentarsi della scelta al draft.

Ma tutto questo cambiò. In peggio, ovviamente.

Dai Beatles ai Cure (1967-1984)

Abolita la territorial pick la NBA decise di introdurre un complesso meccanismo in grado di determinare la prima scelta assoluta al draft.

(Rullo di tamburi)

Il lancio della monetina!

(Gemiti di disapprovazione)
In pratica le peggiori due squadre di ogni conference si giocavano la prima scelta assoluta lanciando una moneta. Chi vinceva prendeva il malloppo. L’altra mangiava la polvere.
Non importava se le peggiori due squadre erano tutte ad ovest (ad esempio). Contava solo essere la peggiore della propria costa. Una squadra ad Est e una ad Ovest si giocavano così la possibilità di prendersi ad esempio Lew Alcindor al secolo noto come Kareem-Abdul Jabbar.

Il resto delle scelte al draft avveniva in ordine inverso.

Ah, ovviamente i Bucks si presero Jabbar mentre i Phoenix Suns, che persero il lancio e mai più vinsero una prima scelta al draft, reagirono più o meno così ( e ripetono una volta l’anno).

La rivoluzione reggae (1985-1989)

Dopo che gli Houston Rockets fecero talmente tanto schifo la stagione prima per accaparrarsi il 50% di probabilità di vincere la prima scelta al draft del 1984 (Hakeem Olajuwon era in ballo con un certo Jordan Michael arrivato sino alla posizione 3) Fazzettino  David Stern decise di abbattere la piaga del tanking con il nuovo sistema di lottery.

Utilizzando una tecnologia proveniente dal futuro il commissioner introdusse le buste di carta!

In pratica ogni squadra che non è andata ai playoff si beccava una busta di carta in modo che ognuno aveva le stesse possibilità di scegliere per primo. Nel 1987 venne introdotta la pesca per le prime 3 posizioni e non più solo per la prima.

I primi a vincere con questo sistema furono i New York Knicks che si beccarono Patrick Ewing. La cosa alimentò i sospetti dei tifosi Lakers di tutti che chiesero a Stern di cambiare metodo. E così, nel 1990 si arrivò a

La fase contemporanea (1990-oggi)

Si decise così di passare ad un sistema di lottery “pesato” in cui cioè peggiore era il tuo record (tra le squadre che non avevano partecipato ai playoff) e maggiori erano le possibilità di vincere una delle prime 3 scelte. La squadra col record peggiore delle 11 (sì, al tempo c’erano 11 squadre in lottery!) riceveva 11 possibilità su 66, la seconda 10 e così via fino all’undicesima che ne riceveva solo una.

Non fosse che nel 1993 gli Orlando Magic, che hanno la sinistra capacità di vincere la lottery con le stesse probabilità che ho io di bombarmi Kate Upton prima di pranzo, vinsero per il secondo anno di fila la prima scelta. Portarono a casa C-Webb (scambiato subito per Penny Hardaway) e una carrellata di accidenti da tutte le altre franchigie che probabilmente costarono la carriera del neo-Magic.

Così la NBA cambiò per l’ultima volta il sistema adottando una tecnologia venuta ancora dal futuro: le palline da ping pong!

Sì, esatto.

14 palline numerate che determinano una combinazione, 1000 combinazioni possibili distribuite tra le franchigie che non vanno ai playoff in modo pesato, estratte le prime 3 posizioni del draft.

Tutto molto semplice vero? No, affatto.

Per cominciare ci furono delle eccezioni, intanto le nuove franchigie dei Toronto Raptors e dei Vancouver Grizzlies poterono per i primi anni partecipare al draft ma senza poter essere eleggibili per la prima chiamata assoluta. Perché? Credo che l’unico motivo valido sia questo:

Ecco quindi che nel 1996 i Raptors vincono la lotteria ma Allen Iverson finisce ai Philadelphia 76ers mentre nel 1998, quando a vincere sono i Grizzlies di Vancouver, la scelta (Elton Brand) va a Los Angeles sponda Clippers.

NBA, tu si che sai trollare come si deve!

Come avviene la scelta delle palline? Chi ha più possibilità di vincere? Come si svolge la cerimonia? Come funzionano le scelte protette? Quindi chi è messo meglio al draft di quest’anno?

Queste e molte altre domande troveranno risposta nella parte 2!

[Continua…]

 

 

 


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